Lagerstroemia: come coltivare al meglio quest’albero tropicale

Lagerstroemia: come coltivare al meglio quest'albero tropicale nel vostro giardino

Questo articolo è dedicato ad un arbusto o alberello di origine tropicale che può rivelarsi un vero e proprio elemento distintivo nei giardini e balconi italiani capace di ricoprire diversi ruoli negli ambienti esterni che vanno dalla pianta da siepe, coltivata a cespuglio, a quella da alberello singolo stiamo parlando della lagerstroemia.

Appartenente alla famiglia delle litracee, la stessa del melograno, si presenta come un alberello o grosso cespuglio alto fino a 8 metri originario dell’Asia tropicale che però resiste bene anche alle nostre temperature.

Questa pianta dal fascino tropicale si presenta con chioma compatta e tondeggiante, formata da un fogliame fitto e caduco dal colore verde chiaro lucido, nella parte superiore delle foglie e la parte sottostante più opaca.

La chioma, che imbrunisce in autunno, è sostenuta da uno o più tronchi dritti fini e poco simmetrici ricoperti da una corteccia giallognola e lucida che forma placche più scure che autonomamente si distaccano.

La fioritura, molto duratura, compare in piena estate, da luglio a settembre, in pannocchie floreali molto numerose e dense di piccoli fiori, dalle tinte che vanno dal bianco al porpora. Le inflorescenze crescono sulla punta dei giovani rami fatto che rende la chioma completamente tinta dei suoi sgargianti colori per tutta l’estate. I fiori formano poi capsule, provvisti di molti semi al loro interno, che a maturità si aprono e rilasciano i minuti semi.

La messa a dimora di un alberello di lagerstroemia che, nonostante la sua natura tropicale resiste molto bene al freddo inverno della nostra penisola ma non gelate persistenti, si effettua in autunno o primavera scegliendo una posizione soleggiata. Questo alberello molto rustico si adatta bene a tutti i tipi di terreno favorendo pero terreni profondi argillosi e lievemente fertili, evitando ove possibile ristagni idrici.

Le irrigazioni vanno effettuate soprattutto nei primi anni dopo la messa a dimora poiché gli esemplari già attecchiti nella maggior parte dei casi sopravvive tranquillamente anche alle estati più siccitose con modesti apporti idrici.

Se posta in vaso nella bella stagione si deve irrigare abbondantemente riducendo molto le irrigazioni con l’avanzare della brutta stagione.

Una concimazione sporadica con concimi granulari a lenta cessione per alberi ornamentali aiuta la fioritura e la crescita che è relativamente lenta.

Gli interventi di potatura vanno effettuati ogni anno, se si vuole una chioma densa e compatta, limitandosi però a tagliare i nuovi getti a metà nel periodo di fine inverno/inizio primavera evitando periodi di gelo.

La riproduzione avviene tramite talea che può essere effettuata da fine estate a fine autunno, prelevando dei giovani rami vigorosi dell’anno e ponendoli a radicare in un terriccio composto per metà di torba e metà di sabbia da mantenere costantemente umida fino a radicazione compiuta.

Anche la semina ha buone possibilità di germogliamento in primavera.

Le malattie che colpiscono questo albero sono rare ma si può manifestare l’oidio una malattia fungina da combattere con prodotti a base di zolfo o possono comparire afidi in primavera sui giovani getti da combattere con nebulizzazioni di acqua e poco sapone per piatti o con prodotti specifici.

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