Patata: come coltivare al meglio uno degli ortaggi più conosciuti al mondo

Patata: come coltivare al meglio uno degli ortaggi più conosciuti al mondo

In questo articolo vi parleremo di uno degli ortaggi estivi che costituisce una delle basi alimentari di tutto il mondo, ampiamente coltivata in tutta la penisola italiana tanto da consolidare numerose varietà italiane, stiamo parlando della patata.

Questa pianta originaria del continente centroamericano ha conquistato velocemente un posto d’onore negli orti e pietanze italiani è dell’intero pianeta dato il suo elevato valore nutrizionale e anche grazie al suo gusto inconfondibile.

Come moltissimi altri ortaggi dalle origini americane per esempio il pomodoro, il peperone o la zucca, la patata fa parte dalla famiglia delle solanacee.

Questo tesoro dell’orto si presenta come una pianta erbacea dalla forma cespugliosa alta fino a 150 centimetri con fusti ramificati che portano grandi foglie composte molto simili a quelle dei pomodori di un verde scuro pelose.

Ha piccoli fiori bianchi o violacei con petali stellati che si trasformano poi, non molto spesso, in bacche simili a pomodorini ricchi di semi ma non commestibili data l’elevata tossicità.

Vi sono svariate cultivar di patate nelle quali cambia la forma, colore e dimensione dei tuberi e anche il sapore e consistenza. È importante sapere che tutti i tipi di patate non sono commestibili da crude ma vanno cotte come ad esempio lesse, al forno, in padella, ecc….Alcune sono:

  • la patata a pasta gialla, molto diffusa, di coltivazione con metodi standard facile da coltivare nel clima italiano, di medie dimensioni dalla consistenza poco farinosa;
  • la patata dolce o patata americana dalla natura tropicale con metodo di coltivazione differente dallo standard, si procede infatti facendo germogliare le patate immerse in acqua prelevando i getti dotati di radici e piantandoli nel terreno, con tubero grande e dal sapore dolce;
  • la patata rossa molto diffusa di coltivazione con metodi standard facile da coltivare nel clima italiano;
  • la patata viola di coltivazione con metodi standard piccole e molto farinose ma ricche di antiossidanti;
  • la patata bianca molto diffusa di coltivazione con metodi standard facile da coltivare nel clima italiano, di medie dimensioni dalla consistenza molto farinosa;
Vi sono varietà si seminano da seminare da novembre a febbraio, altre da marzo ad aprile fino a quelle tardive da giugno a luglio.

Per coltivare la patata, che ama terreni sabbiosi e poco compatti, si deve lavorare il terreno in profondità, alcune settimane prima della messa a dimora, arricchendolo con del letame maturo o compost.

La semina si pratica con tuberi da seme, coltivati appositamente per la semina in ambienti con condizioni ottimali che garantiscono il successivo germogliamento. Si procede posizionando un tubero o metà di esso, se di grandi dimensioni, tagliandolo con coltelli puliti e disinfettati coprendo il taglio con della cenere per allontanare i parassiti, a una distanza di 40/50 centimetri e profondi 10.

La posizione di crescita ideale è in pieno sole e in terreni totalmente privi di ristagni idrici ma freschi. La coltivazione in vaso è possibile ma ponendo pochi tuberi in un vaso ampio e profondo. L’alternativa è la coltivazione in una balla di iuta ponendo inizialmente 40 centimetri di terriccio procedendo a riempirlo gradualmente nella sua totalità man a mano che i fusti si allungano.

Se il terreno è già molto ricco non sono necessarie altre concimazioni altrimenti procedere con una concimazione con concime granulare per ortaggi dopo la messa a dimora.

Le irrigazioni devono essere frequenti durante la fase vegetativa se colpita da siccità evitando di bagnare la pianta.

Non necessita di potature ma si devono rincalzare con del terreno le giovani piantine sotterrando parte del fusto con un cumulo di terreno e controllare le infestanti.

Molto importante è conservare le patate raccolte in un luogo buio e fresco dove non prendano luce solare altrimenti inverdiscono e diventano tossiche anche da cotte.

Le malattie fungine sono le più temibili per questo ortaggio e possono essere evitante facendo attenzione a non bagnare le foglie durante l’irrigazione e controllando l’umidità del terreno.

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