Corbezzolo: come coltivare questa pianta che ricorda il nostro tricolore

Corbezzolo: come coltivare questa pianta che ricorda il nostro tricolore

In questo articolo vi parleremo di un albero da frutto spontaneo nelle zone assolate del nostro paese che date le sue caratteristiche fisiche rispecchia in pieno il nostro tricolore stiamo parlando del corbezzolo che, grazie alle sue foglie sempreverdi, ai suoi fiori bianchi e ai frutti rossi che compaiono insieme allo stesso tempo sulla chioma è la pianta nazionale dell'Italia ed uno dei simboli patriottici italiani.

Date la sua rusticità e la sua splendida dote ornamentale si presta splendidamente a quasi qualsiasi giardino o persino balcone italiano sia come esemplare unico, da siepe e come essenza da frutto.

Appartenente alla famiglia delle ericaceae, il corbezzolo o arbutus unedo, è un piccolo albero alto tra i 5 o 12 metri originario del bacino del mediterraneo. Questo albero dalla crescita rapida e molto longevo, vive anche 200 anni, si presenta maggiormente come un grosso cespuglio tondeggiante con uno o più tronchi dritti ricoperti da una caratteristica corteccia screpolata e dal colore rossastro nei giovani rami e marrone scuro nei vecchi rami.

La chioma formata da un fitto fogliame, sempreverde, di un verde scuro lucido. I fiori dal colore bianco riuniti in pannocchie hanno una forma a campana, dall’odore dolce gettonati dagli impollinatori, dal quale si ottiene un miele di ottima qualità molto aromatico. Compaiono generalmente da inizio ottobre e novembre periodo nel quale maturano i frutti formati l’anno precedente.

I frutti sono bacche tonde poste in grappoli di dimensioni simili a quelle di una ciliegia con una superficie ruvida che a maturazione diventano di un rosso acceso, molto morbidi e dal sapore e odore dolce. Questi frutti si prestano sia al consumo fresco, con moderazione dato il loro potere astringente, sia alla preparazione di alcolici come il vino di corbezzolo, frutto di una fermentazione dei frutti, ma anche alla preparazione di deliziose confetture, conservati sotto spirito o caramellati.
La messa a dimora di un albero di corbezzolo, prelevato in natura o acquistato in vivaio, che cresce al meglio nelle zone dove l’ulivo prospera, va effettuata in autunno preferendo una posizione soleggiata e riparata anche se riesce a sopportare temperature molto rigide intorno ai -10/15 gradi.

Data la sua tardiva fioritura, novembre, in luoghi dove le temperature sono proibitive per gli impollinatori la pianta potrebbe non fruttificare. Questo rustico alberello grazie al suo apparato radicale molto profondo riesce a prosperare in qualsiasi tipo di terreno siccitoso e roccioso preferendo i terreni sub-acidi evitando però quelli palustri.

Le irrigazioni vanno effettuate soprattutto nei primi anni dopo la messa a dimora poiché gli esemplari già attecchiti nella maggior parte dei casi sopravvive tranquillamente anche alle estati più siccitose anche se modesti apporti idrici in estate aiutano la fruttificazione.

Una sporadica concimazione ogni 2 anni con del concime granulare a lenta cessione per alberi da frutto da effettuarsi in autunno-inverno aiuta la crescita a la fruttificazione.

Gli interventi di potatura si limitano solo al donare al corbezzolo la forma desiderata che sia ad alberello, cespuglio o siepe. Non necessita di sfoltimenti della chioma dato che la sua densità è un punto di forza e dato che il corbezzolo ha una capacità ricacciante molto forte e sopporta estremamente bene sia il completo taglio della parte aerea che gli incendi fatto che la rende perfetta nella pratica del completo ricambio della parte aerea, se visibilmente invecchiata e secca, per ringiovanirla soprattutto se coltivata come cespuglio o siepe. 

La riproduzione può avvenire prelevando i poloni radicali che producono i vecchi esemplari o tramite la semina subito dopo la raccolta del frutto.

Le malattie che colpiscono il corbezzolo sono molto rare anche se la troppa umidità potrebbe favorire la comparsa di marciumi radicali da combattere cercando di drenare maggiormente il terreno. Vi è anche la farfalla del corbezzolo che nella fase larvale si ciba esclusivamente delle foglie della pianta e in fase adulta dei suoi frutti arrecando però un danno insignificante alla pianta.

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