Consigli sul ricovero invernale delle piante: il peperone e del peperoncino

In questo articolo illustrativo desideriamo darvi dei consigli su come procedere al meglio riguardo il ricovero invernale delle piante di peperone e peperoncino che sono perenni. Questa pratica ha alcuni scopi principali che sono: non perdere le nostre piante e varietà preferite di peperoni e peperoncini, ottenere un abbondante e precoce fruttificazione e sperimentare nuove tecniche di coltivazione.

1′ fase: scegliere e prelevare le piante dall’orto

Descrizione: in questa fase che si svolge nel mese di ottobre, almeno 2 settimane prima delle gelate e delle basse temperature vicine allo 0, si devono scegliere le giuste piante che devono possedere le seguenti qualità: devono essere molto rigogliose con un fitto fogliame e uno o più fusti vigorosi e non devono mostrare segni di deperimento come foglie e germogli mosci o con malattie fungine, caratteristiche che azzereranno le possibilità di sopravvivenza. Una volta fatta la vostra scelta procedere con cura al prelevamento della pianta con l’aiuto di una pala facendo attenzione a prelevare tutto il panetto delle radici il più intanto possibile.

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 2′ fase: invasare le piante

Subito dopo l’eradicazione procedere con l’invaso delle piante. Scegliere un vaso del diametro appena sufficiente ad accogliere la zolla delle radici ed aggiungere del terriccio universale per riempire i piccoli spazzi d’aria tra vaso e zolla con cura.                                                                                                                                                                              Successivamente irrigare abbondantemente per i 3 giorni successivi e lasciare all’esterno dove le piante verranno agevolate dall’umidità della stagione. La scelta di un vaso piccolo aiuta a controllare l’umidità del terriccio che è letale durante il ricovero.

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3′ fase: potare le piante

In questa fase essenziale, che può essere svolta anche prima dell’invaso, si procede con un’energica potatura della chioma riducendola del 70%. Procedere praticando dei tagli netti poco al di sopra dei nodi. In ogni ramo secondario è bene lasciare almeno 3 nodi che contengono le gemme che si risveglieranno in primavera e le foglie adulte che forniranno nutrimento alla pianta durante il riposo. Da eliminare assolutamente sono tutte le parti giovani della pianta quali giovani germogli già sbocciati, fiori, boccioli e tutti i frutti. Si devono lasciare le parti vecchie e lignificate delle piante sfoltendo anche l’interno delle chiome.

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4′ fase: ricovero delle piante

Dopo almeno 5 giorni dal prelievo dall’orto, spostare i vasi in un luogo luminoso e tiepido.                                                         Di fondamentale importanza è scegliere un luogo chiuso con temperature non inferiori ai 10/15 gradi che devono rimanere il più stabili possibile senza sbalzi termici rilevanti.                                                                                                                  Evitare correnti d’aria e irrigare pochissimo durante tutto il periodo di ricovero fornendo alle piante una minuscola quantità d’acqua quando si notano le foglie leggermente mosce.                                                                                                           In questo periodo vigilare bene nella comparsa di malattie fungine sulle foglie e di parassiti quali afidi che si nascondono proprio sulle foglie. Il periodo di ricovero va dalla metà di ottobre a maggio a seconda delle temperature del luogo.

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5′ fase: piantumazione all’esterno

Quando le temperature esterne si alzeranno e non vi è più il pericolo di gelate primaverili, (mese di maggio) porre le piante, che sicuramente avranno già iniziato e germogliare, all’esterno per almeno 2 o 3 giorni per abituarle alle temperature e poi ripiantarle nel nostro orto insieme alle giovani piantine nate in primavera e aspettare pochi giorni per ottenere nuovamente una abbondante fruttificazione.

Curiosità: questo metodo di ricovero può essere valido anche con le piante di melanzane.

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Fonte

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