Susino: come coltivare questa pianta nel vostro giardino o frutteto​

Susino: come coltivare questa pianta nel vostro giardino o frutteto

Il susino o prunus è uno degli alberi da frutto più diffuso e variegato che costituisce una delle colonne portanti dei frutteti in tutto il mondo.

Appartenente alla famiglia delle rosacee, la stessa del ciliegio, dell’albicocco o del pero, è un albero originario dell’Asia diffuso in Europa dai romani e successivamente coltivato in ogni luogo dove trova il clima adatto per il suo sviluppo.

Solitamente si presenta come un piccolo alberello non più alto di 5 metri, anche se alcune varietà arrivano a 10 metri d’altezza, con un corto tronco che si ramifica a uno o 2 metri d’altezza che forma poi una chioma tondeggiante con caratteristiche diverse a seconda della varietà e del metodo di coltivazione. Possiede foglie di medie dimensioni che vanno dal verde scuro al rosso e una fioritura primaverile molto abbondante solitamente composta da piccoli fiori bianchi profumati.

I frutti sono le famosissime prugne che possono essere piccole come ciliege o arrivare a 8 centimetri di lunghezza e larghezza. I colori variano dal verde/giallo al rosso/blu.

Data la grande diffusione nel tempo si sono venute a creare innumerevoli varietà che sono in grado non solo di crescere quasi in ogni frutteto o giardino ma anche di donare i loro dolci frutti per tutto l’arco della bella stagione e oltre.

Alcune varietà sono:

  • sorriso di primavera, con frutto giallo e zuccherino che matura verso fine giugno;
  • burmosa, con frutto violaceo/rossastro grande che matura i primi di luglio;
  • goccia d’oro, frutto grande con polpa gialla che matura a metà luglio;
  • regina Claudia, con frutto giallo o verde che matura a fine luglio, inizi di agosto;
  • sangue di drago, con frutti rossi che maturano in agosto;
  • prugna d’Italia, con frutti viola che maturano a fine agosto;
  • santa Clara, con frutti bluacei e di grossa pezzatura che maturano all’inizio di settembre;
  • angeleno, con frutti viola di grossa pezzatura che maturano alla fine di settembre.

Per la messa a dimora di un susino, che solitamente non ha grandi preferenze in fatto di tipi di terreno poiché si adatta bene a qualsiasi substrato, è bene scegliere un posto soleggiato dove non si hanno ristagni idrici o grandi picchi di freddo durante la fioritura essendo quest’ultima molto precoce (inizia a fine inverno, febbraio-marzo).

Il freddo potrebbe danneggiare i fiori o i piccoli frutti cosa che avviene raramente con eventi eccezionali. Si procede, nel periodo autunnale o primaverile, praticando una buca abbastanza amplia per accogliere la zolla delle radici ed evitare, se la pianta è innestata, di sotterrare il punto d’innesto.

Nei primi anni dalla messa a dimora è importante praticare una innaffiatura di sostegno nei mesi più torridi per favorire l’attecchimento della pianta.

Gli esemplari adulti raramente risentono della siccità estiva ma se nel periodo della fioritura e allegaggio dei frutti vi è una situazione di siccità è buona cosa procedere con irrigazioni regolari fino ad attecchimento dei frutti compiuto. E’ anche bene, se il terreno risulta poco fertile, procedere in autunno con la fertilizzazione utilizzando concime granulare a lenta cessione per alberi da frutto o del letame maturo.

La potatura dei susini a frutto grande è essenziale e va effettuata ogni anno in primavera, prima della fioritura, eliminando i giovani rami diritti, i succhioni, e sfoltendo poco i rami produttivi.

Se invece si hanno varietà selvatiche che crescono spontanee in tutt’Italia si possono lasciare sviluppare naturalmente poichè fruttificheranno ugualmente in modo abbondante. 

La riproduzione può avvenire tramite seme da cui si hanno scarsi risultati, perché raramente mantengono esattamente le caratteristiche della pianta madre ma si ottengono comunque piante che producono piccoli frutti molto spesso anche ottimi da consumare sia freschi che trasformati. Il metodo più indicato e sicuro per mantenere la giusta varietà è l’innesto.

Gli antagonisti del susino sono molti e possono essere malattie fungine tipiche  dei prunus, per questo si consiglia di praticare delle pompature di verderame all’inizio della fase vegetativa per scongiurare diversi parassiti che vanno dagli afidi ai rodilegno ma raramente i nostri alberi di prugna vengono colpiti e periscono.

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