Geranio: alcuni consigli

Il Geranio o Pelargonium è una delle piante

tipiche dei balconi italiani, ha origine africana ma si adatta bene anche alle
condizioni climatiche della nostra penisola.

La facilita nel coltivarlo nel clima del nostro paese e la fioritura prolungata e variegata lo rende molto amato dalla popolazione italiana ma anche europea. Il geranio si adatta meglio alla vita in vaso poiché, più controllabile durante i periodi delle stagioni più avverse come, la forte calura estiva o il gelo invernale.

Il periodo migliore per la messa a dimora di una giovane piantina appena acquistata è la tarda primavera (soprattutto aprile e maggio). E’ sempre da preferire un vaso ampio e
profondo che consenta alla pianta di far sviluppare le radici il più possibile.
In generale questo consiglio vale per tutte le piante erbacee legnose o semi legnose
a crescita rapida. Nel caso specifico del Geranio la grandezza
ideale del vaso va dai 20 ai 30 cm di diametro.

Per continuare a favorire lo sviluppo della pianta si consiglia di travasarlo, anno dopo anno, in vasi sempre più ampli se si ha la possibilità.

In commercio esistono vari tipi di terricci per gerani, tuttavia è preferibile utilizzare del terriccio universale e mischiarlo con piccole quantità di sabbia e terreno del giardino per evitare l’effetto compattante ed impermeabile che si ha se si usa solo il terriccio in
commercio.

Un altro importante consiglio è mettere sul fondo del vaso del materiale drenante come ghiaia, argilla espansa o cocci per evitare che le radici marciscano. Il geranio non ha una grande necessità di potatura ma è consigliabile eliminare gli steli dei fiori secchi per rendere più rigogliosa la pianta durante la fioritura.

Durante il risveglio vegetativo, invece, si elimina tutta la parte aerea danneggiata dalla brutta stagione, lasciando i gambi verdi che cominciano a germogliare.

Un consiglio: se si vive in zone fredde tenere la pianta in una zona riparata, coprire con del pacciame o del terriccio in più (1 o 2 centimetri) il fusto con gemme per una maggiore protezione e favorire cosi più getti futuri.

La concimazione ideale consiste nell’utilizzo dello stallatico granulare (utilizzato anche per gli ortaggi) in autunno per evitare l’uso di fertilizzanti chimici ogni settimana e per di più dannosi per l’ambiente.

La riproduzione avviene per talea erbacea in autunno o primavera e consiste nel prelevare un rametto vigoroso dalla pianta madre eliminare quasi tutte le foglie che causano evaporazione e quindi disidratazione ed interrarlo in un vasetto con torba e sabbia in parti uguali, o per semina.

La maggiore minaccia per il geranio è il (cacyreus marshalli) o bruco del geranio, un lepidottero che nello stato larvale penetra nei boccioli e nei fusti nutrendosi dei tessuti svuotandoli e facendo marcire rapidamente la parte aerea della pianta.

Per individuarli si deve vedere se sui tronchi sono presenti piccoli buchi o se si vedono piccole farfalle marroni e bianche svolazzare sulle piante. Per combatterle su superfici ridotte, prima di far aggravare l’infestazione, si deve tagliare la parte colpita e distruggerla il prima possibile.

Se l’infestazione è grave si possono utilizzare trattamenti chimici di insetticidi. Mentre se si vuole evitare l’utilizzo di insetticidi il mio consiglio è, se si hanno poche piante, quello di sacrificarle e per un anno piantare qualche altro fiore per allontanare gli insetti dal
giardino per poi riprocedere l’anno seguente nella messa a dimora di nuove
piante.

Fonti
Alberi: Conoscere e riconoscere tutte le specie più diffuse di alberi spontanei e ornamentali, di Banfi Enrico , A. Durante , M. Durante